Thor, ovvero la sorpresa Marvel dell’anno. Quando il primo trailer ha iniziato a circolare sul web dopo l’anteprima al Comic-Con dell’anno scorso, la gente non ci credeva molto. Chi vedeva i costumi come troppo gommosi e pacchiani, chi si lamentava della rozzezza di certi effetti speciali, e tutti come sempre dimenticavano che, quando uno studio decide di mostrare in anticipo sui tempi alcuni spezzoni di un film, è probabile che i suddetti effetti speciali siano ben lontani dall’essere completati. E infatti poi sono arrivati i trailer veri e propri, e i fan hanno cominciato a cambiare idea, ad avere qualche speranza. Bene, noi siamo qui per dirvi che quelle speranze erano ben riposte.
Thor è un deciso passo avanti rispetto ad Iron Man 2: prima di tutto, c’è una sceneggiatura scritta a monte, e nulla è lasciato al caso o all’improvvisazione selvaggia. Secondo, anziché optare per la modalità “spottone dei Vendicatori”, Kenneth Branagh e la Marvel hanno saggiamente scelto di concentrarsi sull’universo di Thor, accennando qua e là, certamente, ad altri personaggi e situazioni del più vasto cosmo Marvel, ma mettendo al centro il dio asgardiano immaginato da Stan Lee e Jack Kirby, nonché la sua inimitabile famiglia. E qui sta il punto forte della pellicola, un tocco che arriva decisamente dal regista e dalla sua vasta esperienza scespiriana: i conflitti famigliari tra Thor, Loki e Odino sono il carburante di una storia che, una volta ingranata la quinta, non perde mai il suo ritmo fino alla fine. C’è, da una parte, il giovane e sconsiderato Thor, che causa una guerra (o meglio, un incidente diplomatico) per via di un avventato intervento preventivo contro la razza degli Jotun, i Giganti di Ghiaccio. Dall’altra Loki, il fratello adottivo, a sua insaputa, che come ha detto giustamente Branagh durante il nostro incontro, è allo stesso tempo invidioso e legato al fratellastro. In mezzo sta Odino, saggio padre degli dei che si muove in modi misteriosi e non tollera il comportamento burrascoso di Thor. Da questo nucleo si dipana tutto il film, che si sviluppa proprio come una tragedia famigliare ricca di vendette, sospetti, intrighi di palazzo e pugnalate alla schiena.
La parentesi terrestre si basa invece sul canovaccio del “pesce fuor d’acqua”, ma c’è da dire che le situazioni comiche e paradossali in cui Thor si ritrova coinvolto non vanno mai a discapito della sua credibilità di protagonista possente e regale. La parte centrale, dopo il suo arrivo sulla terra, è costellata di diversi sketch che coinvolgono Natalie Portman, Kat Dennings e Stellan Skarsgard, ma è tutto calibrato benissimo e contrappuntato da una serie di scene d’azione che non fanno mai cadere il ritmo. La sequenza nella base S.H.I.E.L.D., dove Thor si reca per recuperare il proprio martello, è avvincente ancora di più perché il nostro eroe è senza poteri. E il cameo di Occhio di Falco (Jeremy Renner), anche se chiaramente girato a parte, è ben integrato e farà letteralmente impazzire i fan, che vedranno quanto la scelta di un attore così capace sia stata azzeccata.
Una citazione la merita anche il cast: Chris Hemsworth è simpatico e spaccone, e si guadagna subito il favore del pubblico. Anthony Hopkins fa il suo lavoro con dignità senza mai gigioneggiare, cosa che invece capita spesso ad attori di tale calibro quando si trovano impiegati in produzioni di questo tipo. La Portman naturalmente è ottima, dolce, affascinante e forte, e tutti gli asgardiani di contorno, da Ray Stevenson a Jaimie Alexander, da Tadanobu Asano a Idris Elba (imponente e intenso, al di là delle polemiche), si guadagnano un posto d’onore. Ma la vera sorpresa del film è Tom Hiddleston, che interpreta Loki con un’ambiguità di fondo che spiazza lo spettatore, indeciso sulla sua vera natura: è davvero malvagio, o è solo bisognoso d’affetto?
Gli effetti speciali, al contrario di quanto temuto, sono di ottimo livello: i Giganti di Ghiaccio sono realizzati con un misto di protesi e computer graphic che convince, e tutte le scenografie digitali di Asgard sono una gioia per gli occhi, tanto più che rimandano senza vergogna alle magnifiche tavole di Jack Kirby. In generale, il design di Asgard si merita un applauso: bella l’idea di immaginare la città appollaiata su un asteroide, con tanto di mare che si riversa nel vuoto dello spazio. E sì, asgardiani e Jotun sono trattati come razze aliene di altre dimensioni, ma la scelta non va a sminuire l’origine mitologica del pantheon norvegese, né tantomeno quella fumettistica.
L’unica pecca, forse, è il 3D, che risulta, come sempre nel caso delle conversioni, totalmente superfluo alla narrazione. E’ praticamente invisibile e scurisce molto l’immagine, causando confusione soprattutto nella parte iniziale, ambientata nel buio mondo ghiacciato di Jotunheim, dove si svolgono parecchie battaglie nelle quali è difficile distinguere cosa accade. Ma forse, se gustato in Imax e magari con una proiezione più chiara, il 3D potrebbe regalare un’esperienza migliore. Il consiglio per lo spettatore medio, comunque, è di vedere il film in 2D.
Thor non sarà il migliore cinecomic mai prodotto, ma è la prova di cui avevamo bisogno per continuare a fidarci dei Marvel Studios. E ora aspettiamo con piacere Captain America.
P.S.: la scena dopo i titoli di coda è la migliore vista finora, e lancia senz’ombra di dubbio I Vendicatori. Dopo averla vista, capirete molte cose, quindi RESTATE ASSOLUTAMENTE IN SALA.
L’uscita di Thor è prevista per il 6 maggio 2011 in America, in Italia il 27 aprile. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal Blog. Vi ricordiamo inoltre che il film si trova anche su Facebook, con la pagina ufficiale italiana e quella americana. Qui invece trovate il sito ufficiale.







BELLA Lì! NON HO MAI NUTRITO DUBBI IN QUANTO AL TIMONE C’ERA IL MITICO KENNETH!
Infatti, Branagh ci mette una grazia e una profondità insospettabili!
Epico? Quanto epico è? C’è lo stacco rispetto agli altri super eroi visti fino ad ora? E’ la prima volta che siamo di fronte a un dio!
Ma l’attore di Thor com’è bravo oppure fa proprio schifo ???
Ho visto il cameo di Occhio di Falco,ma fa davvero schifo.Almeno che nel film non sia più lunga.
I due aspetti su cui avevo dubbi erano la sceneggiatura, riscritta probailmente in chiave action, e che forse aveva un impianto più teatrale e drammatico, ed il montaggio, riadattato in funzione del 3D. Questi elementi funzionano? Ci sono ‘vuoti’ nella storia o ‘salti’ che fanno pensare a scene prima presenti poi eliminate?
Infine altre due domande. la prima sulla colonna sonora.
E’ la solita fanfara retorica e roboante, con il mix di brani rock utlizzati per ‘alzare’ il volume e amplificare le svolte della storia, oppure è musica che esalta la storia, facendone parte?
Altro aspetto: la condizione di Thor una volta precipitato sulla Terra ed espulso dal consesso divino …
Lo immagino come un apolide, un fantastico ‘migrante’, campione non riconosciuto, sbalzato in un mondo estraneo, che cerca di trovare fortuna e di ‘adattarsi’ alle regole e situazioni che incontra. Un ‘tramite’ tra il mondo siderale e quello degli uomini.
Il personaggio è stato ‘letto’ da Branagh anche in questa chiave ‘errante’ ?
A metà tra un ‘rifugiato’ politico, e un migrante economico, i poteri sono la sua ricchezza e cerca di recuperarli …
Per rispondere alle vostre domande:
@Tony: la sceneggiatura funziona, aderisce anche troppo fedelmente al “Viaggio dell’eroe”, che è la struttura classica di questo tipo di film, ma la cosa non disturba perché i dialoghi e i personaggi sono vincenti. Non si percepiscono tagli dovuti a scene eliminate per il 3D, dato che il film è stato girato in 2D sapendo già che sarebbe stato convertito. La colonna sonora di Patrick Doyle non disturba, ma non fa neanche impazzire. Ormai da anni e anni credo che a Hollywood non si compongano più colonne sonore degne dei fasti di John Williams: i leit-motiv sono carenti e poco riconoscibili, anche se ci sono un paio di pezzi interessanti. Niente rockaccione tamarro, per fortuna. Thor apolide? Beh, qui andiamo troppo in profondità, come ho detto il film è un’avventura brillante e leggera.
@Spider-Man: il cameo di Occhio di Falco è materiale da nerd, chi non rientra nella categoria non apprezzerà, chi ci rientra avrà un orgasmo. E’ breve, abbastanza slegato dalla storia (di sicuro l’hanno girato dopo), ma che io sia dannato se non fa venire la pelle d’oca. E poi Renner è PERFETTO.
@Bradd: sorprendentemente, non c’è poi tutto questo stacco. Anzi, Thor si innesta perfettamente nell’universo di Iron Man, visto che la paura era proprio quella che le due cose fossero incompatibili. Il film è meno epico di quello che potrebbe essere, ma la cosa è un problema minimo.
@ Marco Triolo
Scusa ma come fai a dire che è un orgasmo.Lo si vede per un secondo e poi è tutto all’oscuro.
Potrebbe essere chiunque con un arco.
Secondo me è uno dei camei più inutili dopo quello di Capitan America nell’Incredibile Hulk.
Però non vedo l’ora di vedere la scena dopo i titoli di coda.
Non è`così, caro mio. Vedrai…
Okey oggi sono riuscito a vedere Thor.
E mi sono divertito un sacco.
Però quello che non apprezzo è sempre Occhio di falco.
Cavolo mi aspettavo almeno di vederlo con un costume.
Invece c’è solo dei primi piani.
@Marco Tirolo
Come fai a dire che è un’orgasmo,si l’ho apprezzato,però cavolo,non chiedevo tanto,ma almeno vederlo per interno.
Ma quel grosso cubo che si vede nel film,alla fine è il cubo cosmico oppure sono due cose slegate ???
E un’altra domanda,secondo voi cronologicamente parlando Thor come andrebbe posizionato??? L’Incredibile Hulk lo si mette dopo Iron Man 2 questo invece ???